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La lettera di accompagnamento

Impariamo a scriverla bene dagli strafalcioni altrui...

L’errore più diffuso fra chi aspira a un posto di lavoro? La standardizzazione. Molti (troppi) candidati si illudono che basti compilare un solo e unico curriculum, sempre uguale a se stesso, e inviarlo a tutti i possibili datori di lavoro. In realtà, al variare del settore e della tipologia di azienda, si consiglia di “aggiustare” la propria candidatura, evidenziando gli elementi (skill, esperienze, studi...) più in linea con la specifica posizione.


Laddove il CV non si presti a questo scopo, viene in aiuto la lettera di accompagnamento. E’ qui che il candidato può dare voce alle proprie motivazioni, sottolineare le proprie attitudini rispetto all’azienda e al ruolo. Spiegare, in sintesi, perché può rivelarsi “l’uomo giusto al posto giusto” (la circostanza vale naturalmente anche al femminile...).

La lettera d’accompagnamento va scritta preferibilmente a mano, sia per dare un tono più personale, sia perché alcune società di consulenza effettuano un'analisi grafologica per comprendere meglio la personalità e le potenzialità del candidato.


Attenzione: il contenuto deve essere estremamente chiaro e sintetico. L’obiettivo? Suscitare l’interesse del selezionatore ed essere convocato a un incontro conoscitivo. La lettera deve comprendere quattro parti, il riferimento, l’obiettivo di lavoro, la conclusione e il congedo.
Ma passiamo ai contenuti formali. In alto va indicato il nome della società, la casella postale dell’inserzione o il riferimento (è importante anche ripetere questi ultimi due sul curriculum vitae), mentre a fianco, a destra, mai dimenticare di aggiungere la località e la data.

In calce alla lettera d’accompagnamento vanno indicati gli allegati (solitamente composti dal CV, vale a dire informazioni personali e sulle proprie esperienze professionali). Ulteriori avvertimenti importanti: attenti che la grafia sia leggibile, non usare inchiostro verde, o biro rosse, o pennarelli e non dimenticare la firma.

Da evitare assolutamente nell’esordio espressioni come: “Mi pregio di informarvi” o “Invio a questo ufficio”, meglio il linguaggio colloquiale (stile semplice, non burocratico). E vietatissimo anche usare dei prestampati, lasciando in bianco solo gli spazi della data e del nome dell’azienda.
I neolaureati dovrebbero indicare le aree funzionali nelle quali vorrebbero operare, soprattutto se provengono da corsi di Laurea con più sbocchi. Questo dà la sensazione al selezionatore di avere a che fare con una persona che ha le idee chiare. E’ meglio comunque specificare che, nonostante le
preferenze, non ci si preclude nessuna possibilità.

Questa lettera non deve superare mai le sei, sette righe e se è possibile, va inviata personalmente al responsabile della selezione del personale. E’ consigliabile indicare anche sulla lettera di presentazione l’indirizzo e il numero telefonico.

Per congedarsi evitare frasi retoriche come “devoti ossequi”, “con viva stima” o assurde del tipo “nell’eccitante attesa di un vostro riscontro”. Basta scrivere “cordiali” o “distinti saluti”.

E infine, ecco cosa NON fare assolutamente:
- Scrivere frasi adulatorie
- Riferirsi a se stessi in terza persona
- Allegare biglietti da visita
- Utilizzare la raccomandata con ricevuta di ritorno
- Indicare le proprie pretese in termini di carriera e l’aspettativa
economica.

Impariamo dagli strafalcioni altrui...

A SCOPPIO RITARDATO
Circa un mese e mezzo fa cercavate una segretaria di Direzione.

BEH?
Oggetto: posizione di autista di direzione
Avendo lavorato come archivista dove erano richiesti diligenza, ordine e
grande pignoleria…

FIDUCIOSO
Da molto tempo aspettavo questa opportunità, mi auguro che ne teniate conto.

ESAGERATO
Spettabile agenzia di somministrazione del lavoro, di selezione del
personale e di outplacement, allego alla presente la mia storia
professionale…

DA TENERE IN EVIDENZA COME HOSTESS
Con la crisi dell’aviaria, se non passa, mi hanno messo a lavorare a
part-air.

LO SPIRITOSONE
Gentilissimo,
il ruolo da voi offerto (anche se tengo a rimanere celibe) si sposa
perfettamente con le mie aspirazioni.

PRESUNTUOSO
Spettabile ditta,
“carpe diem” questo vale per me ma potrebbe valere anche per voi se
condividete i contenuti del mio curriculum vitae.

L’OCCASIONE FA L’UOMO QUADRO
Premetto che sono prossimo al quadro e non vorrei perdere l’occasione.

QUALE, SE E’ AL PRIMO IMPIEGO!?!
L’unica motivazione che mi ha spinto a rispondere alla vostra inserzione è
il mio desiderio di poter incrementare la mia esperienza professionale.

SPUNTI DI VISTA
Egregi Signori,
una breve nota in aggiunta al mio curriculum vitae. Sin dalla tenera età ho sempre pensato di fare l’avvocato e ora dopo cinque anni sono riuscita a spuntare la posizione di assistente, ora vorrei un’ esperienza come giurista d’impresa anche se non ho il titolo, ma dopo tutto l’esperienza è quella che conta di più.

SILLOGISMO
Premetto la privacy sui miei dati che sono riservati in quanto una volta non
è stata rispettata da parte di una azienda che ha chiesto mie referenze dove
lavoravo che poi, per fortuna, non gliele hanno date per la privacy.

MEMENTO AUDERE SEMPER
Anche se non ho i requisiti da voi richiesti, io ci provo.

IL KILLER
Non sono al primo impiego perché appena laureato ho fatto uno strage.

DELLA DIMESTICANZA HAI CAPITO “L’IMPORTANZA”
Dato che richiedete una buona conoscenza del PC, vi preciso che dopo essere
stata una saltuaria navigatrice di Internet ho poi imparato a chattare e ora
posso dire di avere acquisito una buona dimesticanza.

IL MARINAIO
Non so più in che barca menarmi.

IL LEGHISTA
Non vorrei apparire invadente anche se è la terza lettera che vi inoltro, ma
mi hanno insegnato che chi “l’ha duro la vince”.

COME SBARCARE IL BANCARIO
Conscio che il vostro patrimonio è nella vostra Bancadati e visto che per
coerenza sono un Bancario che vuol cambiare Banca con una Banca migliore,
gradirei quindi approdare per il momento almeno nella vostra.

IL SEMINARISTA
Scrivere un curriculum vitae sembra facile e per me questa è la prima
volta, ma dato che nella vita ho fatto di tutto non mi basterebbero 10
pagine, per cui cercherò quindi di scrivere un breviario.

BRAVO LI’ CE N’E’ ANCORA MENO
Sono Koreano e vivo in Italia con mia moglie che è greca, ma in Italia non c’è più lavoro, per cui vorrei spostarmi possibilmente in Germania.

MAI METTERE LA MANO SUL FUOCO
Trovare lavoro è come sposare un uomo e questo comporta la fedeltà e su
questa con me potete starne certi.

Enza Consul & Assunta Di Fresco





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